(si ringrazia per l'ispirazione un commento del buon Korac)
Si sta come d'inverno nei Nordica le unghie. (6 settembre 2005)
L'unghia del mio alluce sinistro si e' staccata.
Non e' stata una cosa dolorosa, anche se ho assistito al suo lento suicidio durato ben 6 mesi. A marzo l'avevo portata a sciare e a lei non piaceva, quello stretto scarpone.
[Per inciso, quegli scarponi non piacevano neppure ai miei polpacci, che a fine giornata si sentivano come stritolati nella morsa della Sacra Rota. Ma un dolore, che in fondo ormai il parto non mi spaventa piu'. Io dico, ma porca zia, esistera' mai un designer/stilista/calzaturiero che si rendera' conto che non tutti hanno degli stinchini da rana e che NON PUOI cazzo-non puoi- entrare in quei tritacarne maciullanti saldati con chiusure sottovuoto?? Ma dove cazzo li progettano sti scarponi da sci, in Etiopia?!! Fine dello sfogo polpaccico. Torniamo all'unghia.]
Non si sa per quale oscura ragione il pollicione destro non fece nessuna lamentela, ma il sinistro soffriva alquanto. Dopo qualche settimana l'unghia ha iniziato ad assumere uno strano colore e io la camuffavo adottando la tattica "se non puoi nasconderlo rendilo piu' evidente"*, usando smalti dai colori altamente DE CLASSE tipo: melanzana, rosso ciliegia, viola, e persino color coleottero stercoraro cangiante (vedi immagine). E fin qui tutto bene. Ma poi LA COSA ha cominciato anche ad assumere una strana forma, le e' venuta come una gobbettina trasversale che non lasciava presagire nulla di buono. Finche' domenica, risalita in barca dopo una piacevole immersione nell'acqua a 12 gradi dove credevo di essermi reincarnata in un tonno pinnegialle, guardo la mia bella unghia laccata rosso-truiùn e penso "toh che strano effetto la narcosi da azoto, mi sembra quasi che l'unghia si stia stacc...OH CAZZO!!".
Ebbene si', l'ho pietosamente rimossa nascondendomi sotto l'asciugamano. E ora c'e' un moncherino urendo che mi fa pensare a colf con i piedi puzzolenti e muratori che si danno le tegole sui piedi. Fa veramente schifo.
Comunque, per restare fedele alla tattica di cui sopra*, ora l'ho pietosamente coperto con un cerotto delle Superchicche
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Postilla.
capisci di essere ormai una donna quando riesci a cambiarti un tampax senza vomitare (nell'ordine):
- in un cesso chimico pubblico in cui non hanno messo abbastanza solvente;
- nel sudicio bagno della barca con le onde alte 2 metri.